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2 CHIACCHIERE CON…

Iniziamo la nostra rubrica “2 chiacchiere con…” da una delle sorprese più positive di questa stagione: Andrea Occhiodoro. Con un passato tra Brandoni, Offagna, Aspio e Pietralacroce 73, Andrea sta conquistando tutti per le qualità espresse sia in allenamento che quando è stato chiamato in causa in gare ufficiali. Ma soprattutto piace per il suo modo di essere: serio, educato, rispettoso ma allo stesso tempo con una gran dose di grinta, abnegazione e tanta voglia di migliorarsi in ogni allenamento.

Ciao Andrea, raccontaci brevemente la tua carriera calcistica.

Ho iniziato a giocare a 6 anni nella Dorica Torrette e dopo sei anni sono andato alla Brandoni, dopo altri sei anni sono andato all’ Offagna e sono rimasto anche l’ anno succesivo quando si è fusa ed è diventata Conero Dribbling; l’ anno successivo sono andato con l’ Aspio poi due anni a Pietralacroce e poi sono venuto qui.

Che impressioni ti sei fatto sull’ ambiente Portuali in questi primi mesi?

L’ ambiente è eccezionale, la società è molto organizzata e lo staff tecnico è molto competente.

Chi tra i tuoi nuovi compagni di squadra ti ha impressionato maggiormente?

Non c’ è qualcuno che mi ha impressionato di più, sono tutti ottimi giocatori e tutti si impegnano al massimo, sia in allenamento che al sabato.

Il compagno di squadra più forte con il quale hai giocato?

C’ è da dire che i portieri vivono un po’ in un “mondo a parte”, soprattutto durante gli allenamenti. Posso dare un giudizio più preciso sui portieri e sicuramente il più forte è Emilio Cionfrini. Con lui ci conosciamo dai tempi della Brandoni e poi ci siamo rincontrati a Offagna, per me è un esempio da cui rubare tanto, ma soprattutto è un amico.

Il mister che ti ha insegnato di più?

Anche qui bisogna fare lo stesso discorso di prima. Il mio giudizio è rivolto verso gli allenatori dei portieri e anche qui non ho dubbi, Stefano Negozi, con il quale ho già avuto un’ esperienza sempre ad Offagna, insieme ad Emilio. Stefano è anche uno dei motivi per cui ho scelto di venire ai Portuali, è un allenatore eccezionale per l’ aspetto atletico, per quello tecnico e per quello umano. Per me è un punto di riferimento e in due anni mi ha fatto crescere in modo esponenziale. A lui devo molto.

La partita che ricordi con maggiore entusiasmo?

A livello di importanza l’ esordio in prima categoria a 17 anni con la Brandoni anche se è arrivata una sconfitta, poi di partite belle ce ne sono state talmente tante che non saprei nemmeno scegliere.

L’ avversario/squadra più forte che hai incontrato nella tua carriera?

Il Castelfidardo nell’ anno della promozione con l’ Offagna, era una squadra attrezzatissima e aveva una rosa impressionante.

Quali sono i tuoi hobby al di fuori del lavoro?

Direi il calcio, anche perchè, insieme al lavoro, occupa gran parte della settimana.

Cosa prevedi per il futuro dei Portuali in questa stagione?

Spero la salvezza. Ci sono tutti i presupposti per raggiungerla anche se il campionato è molto equilibrato, ma credo che abbiamo una rosa ed uno staff tecnico molto validi.

Un messaggio da mandare a qualche compagno?

L’ unico messaggio che posso dare è rivolto a tutti ed è quello di continuare così, ad impegnarsi sempre, a non mollare mai e ci toglieremo delle soddisfazioni.